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Generazioni al lavoro: il confronto di Bologna sulle sfide della pluralità anagrafica in azienda

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In Breve

Qual è il tema centrale del roadshow "Generazioni al lavoro"?
La gestione della pluralità anagrafica in azienda.
Chi sono alcuni dei relatori presenti all'evento?
Paolo Sestito, Elena Bonetti, Ciro Cafiero e Claudio Lucifora.
Quali strumenti vengono utilizzati per gestire le diverse generazioni in azienda?
Mentoring, affiancamento intergenerazionale e politiche di welfare.

Il 7 ottobre scorso, il museo Palazzo Pepoli di Bologna ha ospitato la seconda tappa del roadshow “Generazioni al lavoro”, un’iniziativa promossa da 4.Manager in collaborazione con Il Sole 24 Ore. Questo incontro ha posto al centro del dibattito la gestione della pluralità anagrafica in azienda, un tema sempre più rilevante in un contesto caratterizzato da un calo demografico e dall’allungamento della vita lavorativa.

La pluralità generazionale, che vede coesistere lavoratori di diverse età e con esperienze differenti, richiede un ripensamento dei modelli organizzativi e dei percorsi di sviluppo delle competenze. Durante il convegno, si è discusso di politiche di age management e pratiche di active ageing, con l’obiettivo di valorizzare sia le popolazioni junior che senior e di implementare strumenti per accompagnare le transizioni professionali.

Tra i relatori dell’evento figuravano esperti di spicco come Paolo Sestito della Banca d’Italia, Elena Bonetti, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica, il giuslavorista Ciro Cafiero e l’economista Claudio Lucifora. Presenti anche rappresentanti di importanti aziende, tra cui Philip Morris Italia, Essay Group e Fastweb+Vodafone. I saluti di apertura sono stati affidati a Tiziana Ferrari di Confindustria Emilia, Francesca Mazzolari di 4.Manager e Paola Boromei del Gruppo Il Sole 24 ORE.

I dati presentati durante il dibattito offrono uno spaccato significativo della situazione attuale: gli under 30 rappresentano il 15,6% degli occupati, mentre gli over 60 costituiscono il 9,9%. Inoltre, l’81,2% delle imprese ha adottato almeno un intervento per attrarre, inserire o trattenere i giovani, mentre il 77,1% ha messo in campo azioni per la gestione dei lavoratori più anziani.

Tra gli strumenti più diffusi per facilitare l’integrazione delle diverse generazioni in azienda ci sono il mentoring e l’affiancamento intergenerazionale. Per i giovani, sono rilevanti opportunità come il lavoro agile, iniziative di welfare, forme di flessibilità e premi, mentre per i lavoratori senior le misure si concentrano sulla gestione del passaggio generazionale e sulla preservazione delle competenze aziendali. Attualmente, la sostituzione dopo il pensionamento e il mentoring risultano più frequenti rispetto a interventi di riqualificazione o adattamento delle mansioni.

Francesca Mazzolari ha sottolineato come la sfida organizzativa possa trasformarsi in un’opportunità se le imprese imparano a gestire la pluralità generazionale, trasformando le differenze e le esperienze in un valore aggiunto per l’apprendimento reciproco, la continuità del sapere e lo sviluppo sostenibile.

redazione

Redazione di Rassegna Economia.

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