Spedizione di Materiale per Droni dalla Cina alla Russia: Rivelazioni Preoccupanti
In Breve
- Quale materiale è stato spedito dalla Cina alla Russia?
- 46 tonnellate di materiale precursore per fibre di carbonio.
- Qual è l'uso previsto del materiale spedito?
- È destinato principalmente alla produzione di droni e componenti per la difesa.
- Cosa dicono le autorità ucraine riguardo a queste forniture?
- Sostengono che contribuiscono all'espansione della produzione russa di droni e missili.
Recenti documenti interni esaminati da autorità statunitensi e britanniche hanno rivelato che una società statale cinese ha trasferito 46 tonnellate di materiale precursore per fibre di carbonio a una controllata russa, Alabuga-Volokno, sanzionata all’inizio del 2026. Questa spedizione, avvenuta in due grandi container, è stata registrata con un codice doganale normalmente riservato a fibre sintetiche civili, suggerendo un tentativo di occultare il vero utilizzo militare del materiale.
Alabuga-Volokno è nota per la produzione di 39 diversi articoli in fibra di carbonio, utilizzati in ambiti come l’aviazione, l’ingegneria missilistica, i droni e la blindatura. La maggior parte della produzione è indirizzata al settore della difesa, con proiezioni che indicano che circa l’89% dell’output sarà destinato a imprese russe della difesa entro il 2030. Un esperto di armamenti ha stimato che il volume spedito potrebbe fornire materiale sufficiente per la realizzazione di fino a 1.300 droni d’attacco a lungo raggio.
Organismi di monitoraggio ucraini hanno rintracciato almeno otto gare d’appalto per spedizioni simili tra Jilin Chemical Fiber Group e Alabuga-Volokno dal 2022. Secondo un’analisi del Kiel Institute, la Cina fornisce oltre il 60% dei componenti necessari per la produzione militare russa. Ex funzionari statunitensi hanno anche sottolineato che molte imprese cinesi hanno legami profondi con il settore della difesa di Mosca, in cambio di trasferimenti di tecnologia.
Queste rivelazioni emergono a poche settimane da un incontro programmato tra i leader di Stati Uniti e Cina, un evento sul quale entrambi i governi preferirebbero concentrare l’agenda bilaterale. L’ambasciata cinese a Washington ha respinto le accuse, affermando che la Cina controlla rigorosamente le merci a duplice uso e non ha mai armato nessuna delle parti coinvolte nel conflitto. Rosatom, la società madre di Alabuga-Volokno, ha contestato qualsiasi illecito legato alle dichiarazioni doganali, dichiarando di operare in conformità con le leggi e i regolamenti applicabili. Tuttavia, ex funzionari statunitensi rimangono scettici, sostenendo che le imprese statali cinesi agiscono con la certezza di non subire conseguenze legali.
Le autorità ucraine hanno avvertito che tali forniture contribuiscono all’espansione della produzione russa di droni e componenti missilistici. In risposta, hanno richiesto l’adozione di sanzioni secondarie, controlli alle esportazioni più severi, pressioni finanziarie sugli intermediari e una maggiore cooperazione con partner asiatici per contrastare queste reti di approvvigionamento.
