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Siccità in Italia: la neve alpina quasi esaurita e la crisi idrica dei suoli

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In Breve

Qual è la situazione della neve sulle Alpi?
La neve sulle Alpi è quasi completamente esaurita, anche a quote elevate.
Cosa evidenziano le rilevazioni di Finapp?
Le rilevazioni di Finapp mostrano una riduzione generalizzata della disponibilità idrica sul territorio.
Quali sono le conseguenze della siccità nel Distretto del fiume Po?
La mancanza di neve e la siccità dei terreni di pianura compromettono l'alimentazione dei corsi d'acqua estivi.

La situazione idrica in Italia si fa sempre più preoccupante. Le recenti rilevazioni effettuate da Finapp, una startup innovativa nata come spinoff dell’Università di Padova, mettono in luce un quadro allarmante: la neve sulle Alpi è praticamente esaurita, anche a quote elevate, e i suoli di pianura si trovano in condizioni di forte aridità.

Finapp utilizza sonde che sfruttano i raggi cosmici e la fisica dei neutroni per monitorare la disponibilità idrica nel sottosuolo e in quota. I dati raccolti mostrano una riduzione generalizzata della risorsa idrica sul territorio, aggravata dalle alte temperature delle ultime settimane che hanno accelerato l’evaporazione e aumentato il fabbisogno idrico della vegetazione.

Le ondate di calore hanno avuto un impatto diffuso su tutte le macroaree italiane. Il Mezzogiorno, che partiva da condizioni meno deficitarie, mantiene ancora un margine maggiore, ma se le attuali condizioni meteorologiche dovessero persistere, questo vantaggio potrebbe ridursi rapidamente.

Particolarmente critica è la situazione nel Distretto del fiume Po, dove la combinazione della quasi totale assenza di neve in montagna e la marcata siccità dei terreni di pianura sta creando gravi problemi. Normalmente, la fusione della neve contribuisce ad alimentare i corsi d’acqua estivi, ma quest’anno questo apporto è venuto a mancare.

Per ripristinare le condizioni ottimali dei suoli, sarebbe necessario un significativo apporto di acqua. Tuttavia, quest’anno non si potrà contare sulla riserva di neve, e quindi la risorsa idrica dovrà provenire principalmente da invasi, dighe e altre riserve artificiali.

Finapp si occupa di misurare il contenuto d’acqua nei suoli e nella neve, ma non monitora i livelli di riempimento degli invasi. Qualora le alte temperature dovessero persistere in assenza di precipitazioni, la pressione sulla risorsa idrica aumenterebbe ulteriormente, rendendo necessaria una gestione attenta dei prelievi e dei consumi.

redazione

Redazione di Rassegna Economia.

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