Primarie nel PD: Schlein insiste sul metodo, il dibattito si intensifica
In Breve
- Qual è la posizione di Elly Schlein sulle primarie nel PD?
- Elly Schlein insiste sulla necessità di primarie per la leadership del PD.
- Cosa teme il PD riguardo a un confronto con il M5S?
- C'è timore che un confronto diretto con il M5S possa portare a più macerie che voti.
- Quali proposte sono emerse per evitare scontri diretti?
- Alcune proposte, come quella di Roberto Speranza, sono state considerate deboli e poco praticabili.
Elly Schlein non fa un passo indietro sulla richiesta di primarie per la scelta della leadership del Partito Democratico (PD). La segreteria del partito mantiene una posizione chiara: «O si fanno le primarie o va avanti chi prende più voti». Tuttavia, cresce il timore che un confronto diretto con Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle (M5S) possa portare a «più macerie che voti».
Nel contesto attuale, il M5S esclude che la leadership possa passare automaticamente al partito che ottiene un voto in più. Anche all’interno del cerchio di Giuseppe Conte, la posizione sulle primarie rimane ferma. Non mancano proposte per evitare scontri diretti, ma queste appaiono deboli. Roberto Speranza ha suggerito, quasi provocatoriamente, l’idea di una figura simbolica, come «un neo diciottenne o un anziano partigiano», un’osservazione che ha suscitato più ironie che consensi.
In contrasto, Lia Quartapelle difende l’importanza dei gazebo, definendo «dannosissima» l’idea di evitarli, e rilancia la formula del doppio turno. Stefano Bonaccini, invece, sposta l’attenzione sul metodo, sostenendo che prima sia necessario scrivere un programma e poi eventualmente recarsi ai gazebo. «In tutte le democrazie del mondo, il primo partito esprime la leadership», ha aggiunto, sottolineando l’urgenza di unire le forze per non favorire il ritorno del centrodestra dopo le prossime elezioni.
Tra le ipotesi di nomi terzi che circolano, si fanno i nomi di Giorgio Gori, Nicola Zingaretti, Silvia Salis, Gaetano Manfredi, Antonio Decaro e Pier Luigi Bersani. Tuttavia, al momento nessuna candidatura sembra chiudere la partita. Prima del voto tra gli iscritti, è fondamentale costruire un terreno di confronto: Riccardo Magi ha chiesto di aprire rapidamente un tavolo sui punti programmatici essenziali, a partire dalla politica estera, per evitare primarie «dilanianti e divisive».
Una prima finestra utile per il confronto potrebbe aprirsi dopo Nova, l’appuntamento nazionale del M5S previsto per il 19 e 20 settembre. Fino a inizio ottobre, con ogni probabilità, le carte resteranno coperte.
