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Ivass avvia un’ispezione sull’asset management di Generali

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In Breve

Qual è l'obiettivo dell'ispezione Ivass su Generali?
Monitorare il segmento dell'asset management e i rapporti con Conning.
Cosa implica l'Opas di Intesa Sanpaolo su Mps per Generali?
Ha implicazioni a cascata che coinvolgono la compagine azionaria di Generali.
Quando verranno formalizzate le decisioni sul riassetto interno di Generali?
Il 30 settembre.

L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) ha avviato un’ispezione a Trieste, concentrandosi sul segmento dell’asset management di Generali e sui rapporti con Conning. L’istruttoria, che si prevede durerà circa sei mesi, mira a monitorare un’area strategica per il gruppo, sia come motore di crescita che come ambito di tutela del risparmio.

È importante notare che l’accordo con Natixis non è stato siglato, il che potrebbe influenzare ulteriormente la situazione. L’ispezione si inserisce in un contesto di mercati e operazioni che interessano indirettamente la compagine azionaria di Generali. In particolare, l’Offerta pubblica di acquisto (Opas) di Intesa Sanpaolo su Mps ha implicazioni a cascata su Trieste, portando anche l’Autorità garante della concorrenza ad avviare un’istruttoria.

Secondo l’Antitrust, Intesa, nel caso di un subentro nella partecipazione attualmente detenuta da Mps tramite Mediobanca, non sarebbe in grado di esercitare un controllo di fatto su Generali attraverso il meccanismo del voto di lista. Tuttavia, è necessario valutare i potenziali rischi di concentrazione nei segmenti di business comuni, in particolare nella gestione degli asset e nei rami Danni e Vita. Quest’ultimo potrebbe presentare criticità maggiori a causa di legami strutturali e scambi di informazioni sensibili nel mercato delle polizze vita.

In questo contesto, l’integrazione di Alleanza, specializzata nel settore Vita, è stata accelerata e sarà presentata al consiglio di amministrazione del gruppo il 30 settembre. Un’Alleanza indipendente avrebbe potuto rappresentare una soluzione per mitigare le concentrazioni in caso di dismissione di asset. Sul fronte regolamentare, eventuali rimedi richiesti dall’Antitrust sarebbero imposti all’operatore che realizza l’operazione, non necessariamente al soggetto su cui l’operazione incide.

Generali sembra orientata a procedere con un riassetto interno, un’idea già valutata in passato e accantonata per timori riguardanti l’impatto sulla creazione di valore. Tra i vantaggi attesi dal gruppo vi è l’eliminazione della tassazione sulla maxi cedola che Alleanza stacca a favore della casa madre, che ammonta a 4,2 miliardi complessivi tra il 2015 e il 2025. Inoltre, si prevedono sinergie operative e razionalizzazione dei ruoli manageriali, mentre la rete distributiva non dovrebbe subire impatti significativi.

Le decisioni riguardanti il riassetto interno verranno formalizzate il 30 settembre, segnando un momento cruciale per il futuro di Generali nel panorama assicurativo italiano.

redazione

Redazione di Rassegna Economia.

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