Ex Ilva: il Governo sospende i licenziamenti e apre un tavolo permanente su Taranto
In Breve
- Cosa ha deciso il Governo riguardo ai licenziamenti nell'ex Ilva?
- Il Governo ha sospeso i licenziamenti nell'indotto dell'ex Ilva.
- Che cos'è il tavolo permanente per Taranto?
- È un'iniziativa del Governo per coordinare interventi e monitorare le problematiche occupazionali e industriali.
- Quali sono le linee guida del Governo per il futuro dell'ex Ilva?
- Si concentrano sulla decarbonizzazione e sull'uso di forni elettrici.
Il Governo italiano ha annunciato la sospensione dei licenziamenti nell’indotto dell’ex Ilva, un passo significativo per la salvaguardia dei posti di lavoro a Taranto. Questa decisione è stata accompagnata dall’intenzione di istituire un tavolo permanente, coinvolgendo diversi ministeri, per affrontare le sfide occupazionali e industriali della regione, seguendo modelli già utilizzati per la Terra dei Fuochi e il Giubileo 2025.
Il tavolo permanente avrà il compito di coordinare interventi e monitorare le procedure, gli impatti occupazionali e le opportunità di investimento nell’area. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha chiesto alle associazioni datoriali di attendere l’esito della Corte d’Appello di Milano riguardo alla sospensione dell’area a caldo, una richiesta accolta con senso di responsabilità dalle imprese associate ad Aigi e Aepi.
In precedenza, Aigi aveva annunciato l’intenzione di avviare 2.500 licenziamenti collettivi nell’indotto e negli appalti, in vista della fermata dell’area a caldo prevista entro fine ottobre, salvo sospensioni da parte della Corte. La Corte aveva già adottato un decreto di sospensione il 27 luglio, valido per 90 giorni.
Le linee guida del Governo per il futuro dell’ex Ilva si concentrano sulla transizione verso un modello industriale più sostenibile, puntando sulla decarbonizzazione e sull’utilizzo di forni elettrici alimentati a DRI. Le istituzioni locali hanno espresso la necessità di misure normative specifiche per Taranto, tra cui il blocco delle procedure di licenziamento e il mantenimento di un polo siderurgico decarbonizzato.
Inoltre, è stata proposta la candidatura dell’area come zona di accelerazione industriale ai sensi del regolamento UE, con l’introduzione di incentivi mirati, sgravi fiscali e decontribuzione pluriennale per le assunzioni. Il sindaco di Taranto ha sottolineato l’importanza di tutelare i lavoratori e di promuovere investimenti alternativi per riassorbire la forza lavoro, con particolare attenzione a coloro che si avvicinano alla pensione o sono stati esposti a inquinanti.
Il presidente di Confindustria ha evidenziato che, mentre l’area a caldo è attualmente fermata dall’autorità giudiziaria, l’area a freddo continua a operare. Ha espresso preoccupazione per i rischi di chiusura senza una cordata acquirente e ha definito seria la proposta di Federacciai, sollecitando il Governo a valutare le offerte per scegliere la migliore.
Le prossime azioni saranno definite in base all’esito dell’udienza della Corte d’Appello di Milano, prevista per il 9 settembre, e alle decisioni dei magistrati sul provvedimento di sospensione dell’area a caldo.
