Il Melonellum in Aula: Tensioni e Controversie sulla Nuova Legge Elettorale
In Breve
- Qual è il contenuto principale del Melonellum?
- Il Melonellum prevede un sistema proporzionale con liste bloccate e un premio di coalizione per chi supera il 42%.
- Quali sono le reazioni politiche alla legge?
- Ci sono forti tensioni tra i partiti, con Fratelli d'Italia che vuole reintrodurre le preferenze e la Lega contraria.
- Quando è prevista l'approvazione definitiva?
- L'approvazione definitiva è programmata entro settembre, dopo il passaggio al Senato.
Il dibattito sulla nuova legge elettorale, conosciuta come Melonellum, è ufficialmente iniziato in Aula alla Camera. La seduta ha subito una sospensione temporanea dopo l’espulsione del segretario di +Europa, Riccardo Magi, che ha mostrato un maxi-facsimile della scheda elettorale con la scritta “Il tuo voto non conta”. La sospensione è durata circa dieci minuti, ma ha messo in evidenza le forti tensioni politiche attorno alla proposta.
Il fulcro della discussione si è concentrato sulle liste bloccate e sul meccanismo del premio di coalizione. La legge prevede che i partiti debbano indicare il candidato presidente del Consiglio al momento del deposito del programma elettorale, prima del voto. Magi, dopo il suo allontanamento, ha dichiarato: “Credo che questa legge elettorale segni un colpo di Stato – mite e burocratico – ma un colpo di Stato”. Ha aggiunto che si accetta che il Parlamento diventi un organo eletto per trascinamento rispetto al capo.
In Aula, il deputato Federico Fornaro ha sottolineato come la maggioranza stia cercando di far passare una riforma costituzionale che prima era stata accantonata. La questione delle preferenze resta centrale: Fratelli d’Italia, tramite Giovanni Donzelli, ha annunciato l’intenzione di presentare un emendamento per reintrodurle, mentre la Lega si è opposta e Forza Italia ha espresso dubbi. In commissione, il tema è stato in gran parte evitato per il rischio di risultati imprevisti in caso di voto palese, mentre un voto segreto potrebbe influenzare gli esiti.
Il testo all’esame prevede un sistema proporzionale con un premio di coalizione per chi supera il 42%: ciò comporterebbe l’assegnazione di 70 deputati e 35 senatori in più rispetto alla quota ordinaria, fino a un massimo di 220 seggi alla Camera e 113 al Senato. Le liste, sia circoscrizionali sia quella collegata al premio, sono bloccate, e sulla scheda elettorale l’elettore potrà votare solo il partito, senza indicare il nome del candidato.
La maggioranza ha accelerato i lavori in commissione, lasciando decadere senza esame circa la metà degli emendamenti, con l’obiettivo di portare la discussione generale in Assemblea entro la fine di giugno. Il primo via libera è previsto per la settimana del 6 luglio, con il testo che passerà poi al Senato per l’approvazione definitiva programmata, salvo imprevisti, entro settembre.
Resta aperta la questione delle preferenze e delle modalità di voto: se le opposizioni decidessero di uscire dall’Aula durante le votazioni chiave, il centrodestra potrebbe trovarsi a votare con posizioni interne divergenti. Proseguono le audizioni e la discussione generale, con l’intento di arrivare alla votazione delle pregiudiziali e degli articoli nella prima metà di luglio.
Il contesto storico ricorda che dal 1948 fino al 1993 il Parlamento era eletto con un sistema proporzionale puro, eccezion fatta per la legge del 1953. Nel 1993, si passò a un sistema misto noto come Mattarellum; successivamente, nel 2005, si tornò a un proporzionale con la legge Calderoli, in parte dichiarata incostituzionale nel 2014, seguita dall’Italicum e dall’attuale Rosatellum del 2017. La Legge Acerbo del 1924, infine, prevedeva un meccanismo di premio che assegnava automaticamente una larga maggioranza alla lista più votata.
