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L’Unione Europea propone restrizioni sui social media per i minori

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In Breve

Quali sono le nuove proposte dell'UE sui social media per i minori?
L'UE sta valutando limiti d'età e divieti totali per l'accesso ai social media da parte dei minori.
Quando verranno presentate le proposte legislative?
Le proposte potrebbero essere presentate entro l'estate o nei prossimi mesi.
Qual è l'approccio suggerito dagli esperti?
Si propone un uso assente di schermi per i bambini sotto i tre anni e supervisione per gli under 13.

La Commissione Europea sta attualmente valutando l’introduzione di nuove restrizioni per l’accesso dei bambini e degli adolescenti ai social media. Una proposta legislativa potrebbe essere presentata entro l’estate o nei prossimi mesi, con l’obiettivo di garantire una maggiore sicurezza per i giovani utenti.

Le misure contemplate includono limiti d’età, divieti totali per i più piccoli e un sistema di accesso graduale basato sull’età. Inoltre, le piattaforme social potrebbero essere obbligate a dimostrare che i loro servizi non presentano rischi per i minori prima di consentirne l’uso.

Un panel di esperti ha suggerito un approccio differenziato per le diverse fasce d’età: per i bambini sotto i tre anni si raccomanda l’assenza totale di schermi, mentre per gli utenti sotto i 13 anni è consigliato un utilizzo di internet sotto supervisione. Per gli adolescenti più grandi, si prevedono alcune limitazioni specifiche.

La presidente della Commissione ha sottolineato che la questione riguarda il momento in cui i social media possono accedere ai bambini. L’esecutivo comunitario esaminerà il rapporto degli esperti e presenterà eventuali proposte dopo la pausa estiva. Qualsiasi normativa dovrà poi essere approvata dal Parlamento europeo e dai 27 Stati membri prima di diventare operativa in tutto il blocco.

Queste proposte si inseriscono in un contesto globale di iniziative simili adottate in altri Paesi, come il Regno Unito e l’Australia. Recenti indagini preliminari dell’Unione Europea hanno evidenziato che Meta, la società madre di Facebook e Instagram, viola il Digital Services Act a causa della natura definita “assuefacente” del design delle sue piattaforme, un’accusa simile era stata rivolta a TikTok all’inizio dell’anno.

redazione

Redazione di Rassegna Economia.

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