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Smog e Fertilità Maschile: Nuove Evidenze dai Recenti Studi

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In Breve

Qual è il legame tra smog e fertilità maschile?
Studi recenti indicano che l'inquinamento atmosferico può influenzare negativamente la qualità del seme maschile.
Quali regioni spagnole hanno mostrato la migliore qualità del seme?
La regione settentrionale della Spagna ha registrato la migliore qualità del seme rispetto ad altre aree.
Cosa hanno scoperto gli studi sulla metilazione del DNA spermatico?
Sono stati identificati cambiamenti nella metilazione del DNA associati all'esposizione a inquinanti, che possono influenzare la fertilità.

Due studi recenti presentati al congresso annuale della Società Europea di Riproduzione Umana e Embriologia (ESHRE) hanno messo in luce il potenziale impatto dei fattori ambientali sulla qualità del seme maschile. Le ricerche, condotte in Spagna e negli Stati Uniti, evidenziano differenze significative nella qualità del seme in relazione all’inquinamento atmosferico.

Il primo studio, realizzato in Spagna, ha coinvolto 386 uomini valutati in sette centri di procreazione assistita tra giugno 2024 e dicembre 2025. I ricercatori hanno raccolto informazioni dettagliate riguardanti il luogo di residenza, l’indice di massa corporea, la storia clinica, l’attività fisica, l’esposizione a sostanze chimiche, e abitudini di consumo di alcol, caffè e droghe. I risultati hanno mostrato differenze significative tra quattro regioni spagnole per quanto riguarda il volume del liquido seminale, la concentrazione spermatica, la motilità e la morfologia degli spermatozoi.

In particolare, la regione settentrionale ha registrato la migliore qualità complessiva, con una media di 94,35 milioni di spermatozoi mobili, rispetto ai 50,11 milioni della Spagna centrale. La concentrazione media di spermatozoi era di 80,96 milioni/ml, con una motilità media del 44,79%. Le percentuali di ridotta motilità variavano notevolmente: 23,9% nel Nord, 55,4% nel Sud e 53,4% nella Spagna centrale. Nonostante le abitudini di vita simili tra le diverse regioni, solo la posizione geografica e la durata dell’astinenza sono risultate associate in modo indipendente ai parametri seminali, suggerendo un possibile ruolo dell’inquinamento ambientale.

Il secondo studio, condotto negli Stati Uniti su oltre 2.000 uomini a Salt Lake City tra il 2013 e il 2017, ha analizzato campioni di sperma raccolti a intervalli regolari. Gli autori hanno esaminato la metilazione del DNA spermatico in 1.220 uomini dopo sei mesi. Hanno stimato l’esposizione a inquinanti come ozono, biossido di azoto, anidride solforosa e particolato PM2.5 durante il periodo di spermatogenesi. Sono stati identificati 39 cambiamenti nella metilazione del DNA associati a questi inquinanti, con ozono e biossido di azoto tra i principali colpevoli.

Tra le alterazioni riscontrate, la metilazione modificata del gene GNAS è stata collegata a una qualità dello sperma compromessa e a implicazioni nello sviluppo embrionale e fetale. Gli autori dello studio hanno sottolineato l’importanza di replicare i risultati e di investigare ulteriormente se queste modifiche molecolari possano avere effetti misurabili sulla fertilità maschile e sulla salute della prole.

In conclusione, gli esperti avvertono della necessità di politiche di salute pubblica che mirino a ridurre l’esposizione a inquinanti e contaminanti ambientali. Le evidenze attuali sono ancora preliminari e richiedono ulteriori studi per confermare i meccanismi e le implicazioni cliniche.

redazione

Redazione di Rassegna Economia.

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