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Oltre 52.000 firme per l’aumento del prezzo delle sigarette: la campagna “5 euro contro il fumo” al Senato

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In Breve

Cosa prevede la campagna "5 euro contro il fumo"?
Prevede un aumento di 5 euro sul prezzo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina.
Quante firme sono state raccolte per la campagna?
Oltre 52.000 firme sono state raccolte in quattro mesi.
Qual è l'obiettivo della campagna?
Ridurre il numero di fumatori in Italia e migliorare la salute pubblica.

La campagna “5 euro contro il fumo” ha recentemente fatto un passo significativo, presentando al Senato oltre 52.000 firme raccolte in soli quattro mesi. Questa iniziativa, avviata il 20 gennaio 2026 e promossa da importanti enti come Aiom, Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi Ets e Fondazione Aiom, mira a introdurre una legge d’iniziativa popolare che prevede un aumento di 5 euro sul costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina.

I promotori della campagna hanno superato di quasi 3.000 firme il minimo richiesto dalla Costituzione, ottenendo anche l’adesione di oltre 90 società scientifiche, associazioni e fondazioni. L’obiettivo principale è quello di ridurre in modo significativo il numero di fumatori in Italia, dove attualmente oltre 10 milioni di persone fumano regolarmente. Preoccupanti sono anche i dati relativi ai giovani: più del 10% degli under 19 è tabagista, e tra questi uno su dieci consuma già più di mezzo pacchetto al giorno.

Le statistiche fornite dai promotori sono allarmanti: circa 93.000 decessi all’anno in Italia sono attribuibili al tabagismo, con un impatto economico che supera i 23 miliardi di euro all’anno, considerando costi diretti, perdita di produttività e danni ambientali. Attualmente, il prezzo medio delle sigarette in Italia si aggira intorno ai 6 euro, un livello considerato basso rispetto ad altri Paesi europei e in diminuzione, al netto dell’inflazione. Le accise, che incidono per circa il 60% del prezzo, sono quindi un tema centrale nella discussione.

I promotori e i ricercatori richiamano le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Banca Mondiale, che indicano l’aumento dei prezzi come uno strumento efficace per ridurre il consumo di tabacco. Vengono citate le esperienze di Francia e Irlanda come esempi positivi. Inoltre, si sottolinea la necessità che l’incremento riguardi anche le sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato, che non sono considerati efficaci per favorire una cessazione duratura del fumo.

Un altro aspetto fondamentale è la stima globale dell’OMS, che riporta oltre 8 milioni di morti all’anno a livello mondiale per malattie legate al tabagismo. La diffusione dell’iniziazione giovanile è preoccupante, con il 70% dei fumatori che inizia prima dei 18 anni. I promotori della campagna stimano che l’approvazione della proposta potrebbe portare a una riduzione del 37% del numero di fumatori in Italia.

Infine, viene richiesta la destinazione del gettito derivante dall’accisa al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale. Le dichiarazioni pubbliche dei promotori richiamano anche l’ampia relazione tra fumo e tumori, con il tumore del polmone responsabile dell’85-90% dei casi registrati in Italia. Il tabagismo è riconosciuto come il principale fattore di rischio per malattie respiratorie, cardiovascolari e metaboliche. Si sollecita, infine, una rapida calendarizzazione e discussione del disegno di legge in Senato.

redazione

Redazione di Rassegna Economia.

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